Traforo

Inserendo un sottilissimo seghetto in ogni foro effettuato nella fase della bucatura, l’ artigiano comincia la fase più delicata e fine dell’intarsio, ovvero l’intaglio dei singoli pezzettini di legno seguendo, con il seghetto, tutte le le sinuosità, le svolte e le morbidezze del disegno ed ottenendone vari pezzi, detti “cavature”, talora anche minutissimi, che, a traforo finito, costituiscono le “tessere” per la ricostruzione del disegno originale. Prima dell’avvento dei macchinari, gli ebanisti intagliavano a mano, con un seghetto particolare chiamato “archetto” seduti su uno sgabello particolare, detto “a’ scannella”, che aveva montata sull’estremità anteriore una morsa, azionata con i piedi, per tenere fermo il lavoro. La difficoltà ulteriore di questo già complesso lavoro, stava nel tenere sempre l’impugnatura dell’archetto a 90° così da traforare il legno perpendicolarmente e rendere più agevole la fase della montatura dei pezzi.