Gli intarsiatori sorrentini si dall’800 lavoravano diversi materiali ma, verso il 1850, affiancarono ai tranciati di legno naturale e all’ulivo a massello, i legni tinti. Giuseppe Gargiulo, uno degli ultimi maestri intarsiatori sorrentini dell’Ottocento, riuscì a rendere unici i suoi prodotti grazie alla sua grande abilità nell’intarsiare superfici curve e all’immissione di nuovi modelli nella produzione locale. Per evidenziare gli effetti chiaroscuri e cromatici delle scene intarsiate, l’originaria tecnica del bulinofu sostituita dalla ricacciatura e dallo smalto su legno. L’utilizzo del mosaico per bordare le varie opere è stato sempre molto frequente, mentre veniva usato meno spesso per la realizzazione di scene autonome. La tecnica dell’intarsio è ancora valorizzata oggigiorno da circa settecento esperti artigiani che continuano la tradizionale e storica lavorazione, con un rinnovamento del design e delle fasi di lavorazione.